Appunti. Finestra sull’aleph.
[Ga Me]
Archive for the 'Letture' Category
Entry Date: Luglio 3rd, 2007
Good Omens

Al primo tentativo, più di un anno fa, di procacciarmi Good Omens, non ne sono seguiti altri. Inconcepibilmente avevo dimenticato che questo libro avrebbe dovuto essere ripubblicato a giorni. Nonostante ne avessi scaricato il pdf della versione inglese, non ho avuto neanche la curiosità di sfogliarlo (con la rotella del mouse).
Casualmente dieci giorni fa sono entrato in libreria (la Feltrinelli di via dei Mille, che è aperta anche di sera, unico orario in cui ultimamente riesco ad andare in libreria), con una irresistibile esigenza di acquistare un libro. E “Buona apolisse a tutti” era lì, su uno scaffale, in attesa di venire a casa con me.
I suoi autori, Neil Gaiman e Terry Pratchett, ho avuto modo di apprezzarli in passato, ma ero un scettico riguardo al frutto della loro collaborazione a quattro mani (o si è in cinque, come i Wu Ming, o niente).
Invece l’ho trovato uno dei libri più ricchi, intelligenti e divertenti che abbia mai letto, tanto da trovare posto nella mia libreria accanto alla Guida galattica di Douglas Adams (e ovviamente agli altri libri di Pratchett e Gaiman, ma questo era più scontato). Il mix tra le creature evocate da Gaiman e lo humor incalzante di Pratchett è perfettamente riuscito.
Ciò nonostante, i due non hanno più scritto niente insieme dall’anno di pubblicazione, il 1990. Per cui, probabilmente, è piaciuto soltanto a me.
Unica pecca: in Italia è pubblicato da Mondadori, l’unica casa editrice i cui libri contengono più refusi dell’edizione domenicale del Resto del Carlino, il cui slogan potrebbe essere: «l’unica casa editricei cui libri contengono piÚ refusi dell’edizzione domenicale del Rasta del Carlino» (vedi anche le barbarie su American Gods).
Entry Date: Ottobre 1st, 2006
La risposta
Il racconto di Asimov “L’ultima domanda” ha delle assonanze straordinarie con “La risposta” di Fredric Brown (autore anche de “La sentinella“). Per non citare il dissacrante Pensiero profondo de “La guida galattica degli autostoppisti”. Tutti hanno in comune il tema della macchina costruita dall’uomo a cui l’uomo si rivolge per fare domande.
L’autocoscienza delle macchine nella fantascienza è un tema ricorrente e spesso è associato alla lotta degli uomini per distruggere questi nuovi essere senzienti. Quando non si parla esplicitamente del motivo per cui gli uomini costruiscono le macchine, lo si può dedurre implicitamente dalla lotta tra uomini e macchine.
Per rifarsi ad esempi cinematografici recenti, in Terminator gli uomini costruiscono Skynet, un sistema di difesa militare. Le macchine si ribellano e iniziano una guerra contro l’uomo. In Matrix le macchine tengono schiavi gli uomini per produrre energia; il rapporto è dunque legato alla produzione, alla meccanica.
È vero che dopo la delusione dei lenti progressi dell’intelligenza artificiale il ruolo delle macchine calcolatrici è stato riportato nella sfera dei lavori meccanici, ma non sarebbe ora di tornare a immaginare macchine costruite per accrescere la conoscenza degli uomini? In fondo non è molto diverso dal fare una query su un motore di ricerca.
Se duecento anni fa costruivamo macchine per abbattere i nostri limiti nella produzione di beni fisici, ora siamo a un punto in cui l’umanità non può accrescere la propria conoscenza senza l’aiuto di calcolatori. Basta pensare ai centri di calcolo e al web. E non importa se i contenuti li mettono gli uomini, se le macchine non ne producono di nuovi: organizzare l’informazione diventa sempre più cruciale.


